04 feb 2014

Flop 11 (22^ giornata)

Le pagelle della serie A


REINA - Ma non dovrebbe stare in galera? Approfittando di un'interferenza sulla linea telefonica della Cancellieri, l'ineffabile Totò, alias  Pepe le Mokò, si ritrova libero di compiere ogni sorta di crimine in quel di Bergamo. Prendere due gol da Denis è motivo sufficiente per riaprire la discussione sull'opportunità di reintrodurre la pena di morte in Italia. 
Papillon
 
NAGATOMO - Thohir pretende che la fascia di capitano sia indossata da un asiatico, ma al mingherlino del sol levante l'incarico crea problemi di convergenza. Sbilanciato dal peso della fascia, tende a destra, sbanda in frenata e perde continuamente la posizione. 
Da equilibrare.

PAOLO CANNAVARO - Acquistato in extremis dal Sassuolo in cambio di un sacchetto di malta e la promessa di piastrellare i cessi di casa De Laurentiis,  Paolino ha giusto il tempo di togliere pizza e mandolino dalla valigia che si ritrova proiettato nella triste realtà della lotta per la salvezza.
Ma cosa volete che sia per chi, fino a ieri, è stato la riserva di Britos e Fernandez? Un suo intervento su Iturbe ghiaccia il sangue nelle vene  di San Gennaro.
Miracolo da 100 punti

JESUS - Dribbling ubriacanti, aperture magistrali, assist al bacio, recuperi prodigiosi, salvataggi sulla linea, una traversa e tre gol. È ciò che farebbe se solo riuscisse a schiodarsi.
Via Crucis

INLER - Si conferma nel ruolo di ragioniere della compagine azzurra. Nei ritagli di tempo, tra un 730 e una ritenuta d'acconto, offre assist a compagni ed avversari. Gökhan è l'unico calciatore che scambia la maglia con gli avversari già all'inizio della partita. Inler soffre di un evidente disagio psicologico: a causa degli ululati del pubblico sta pian piano maturando l'idea di essere nero.
Svizzero?

MONTOLIVO - Il rossonero viene sistematicamente anticipato dagli avversari che lo scherniscono con la lingua di Menelik. Stavolta non viene rivitalizzato nell'intervallo da Seedorf che lo attende nudo negli spogliatoi. Sul filo di lana si fa precedere da Barbara o, come si sussurra, da Mexes.
Pilastro

Il calcio è un gioco maschio
AQUILANI - Prende per mano il centrocampo viola e lo trascina in un burrone, Montella corre ai ripari affidandogli le chiavi della trequarti  e successivamente quelle della macchina per toglierselo dai coglioni. Dopo la tripletta al Genoa è consapevole di aver fatto la scorta per un paio di mesi, quindi può tornare in letargo.
Yoghi

TOTTI - Gli otto minuti sul prato dell’Olimpico dimostrano che decisamente la pallanuoto non è il suo sport.
Palombella GialloRossa.

EMEGHARA - Reduce da un infortunio rimediato in uno scontro alla mensa della caritas, si è allenato tutta la settimana in piscina con la supervisione della Cagnotto. Si procura un rigore esibendosi in un triplo carpiato con avvitamento (difficoltà 3,5) ottenendo 87 punti e l'approvazione del maestro Inzaghi.
Luganis

PALACIO - Le uniche due volte che l’Inter entra in area l’occasione capita sul suo piede ma, sorpreso dalla novità, non ricorda cosa deve fare e resta titubante se piazzarla di fino o sbatterla dentro come ha visto fare in un filmato di George Best (o era John Holmes?). Nell'indecisione non trova di meglio che abbattere un tifoso in curva. 
Drugo!

VUCINIC - Gettato a sorpresa nella mischia, ha l'occasione per potersi riscattare ma riesce nell’incredibile impresa di dimostrare che Thohir non è così fesso come tenta di farlo apparire il suo barbiere.
Bloccato.

Allenatore: MAZZARRI - Sconvolto dalla rivelazione del barbiere di Thohir, secondo cui anche Toto Cutugno si vergognerebbe di quella pettinatura, il toscano schiera la formazione con uno schema a spina di pesce mutuato dal WM di Champmaniana memoria e dall'acconciatura di John Travolta in Grease.
In settimana sarà in vendita la sua autobiografia che i tifosi nerazzurri si preparano ad acquistare in massa. Per poterla bruciare.
Grullino

Il calcio non è un gioco per femminucce*
*Si ringrazia la Andre TwentyOne® per le borse





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